venerdì 3 settembre 2010

Non un'anima vile è la mia Emily Bronte

Non un'anima vile è la mia
Non un'anima pavida nel cielo burrascoso del mondo
Vedo splendere le gioie del Paradiso
E la Fede s'erge ferma a sostenermi contro la Paura.
Oh, Dio dentro il mio petto
Onnipotente onnipresente Divinità
Vita, che in me trovi dimora
Come io trovo forza in Te, Vita Immortale.
Vane sono le migliaia di fedi
Che muovono i cuori umani, indicibilmente vane,
Incapaci, come malerba avvizzita
Oh come oziosa spuma sul mare sconfinato,
A risvegliare il dubbio in colui
Che si regge saldamente alla tua immensità
Ancorato con vera sicurezza
Al solido scoglio dell'Immortalità.
Come avvolgente amore
Il tuo spirito anima gli anni eterni
Li pervade e li protegge,
Li muta, li sostiene, li disfa, li crea, li eleva.
Anche se Terra e Luna dovessero scomparire
E i soli e gli universi cessare di esistere
E tu solo restassi
Ogni esistenza esisterebbe in te.
Non c'è spazio per la Morte
Né atomo che renda vano il suo potere
Poiché tu sei Essere e Respiro
E ciò che tu sei mai potrà venire distrutto.

La strada che non presi The road not taken Robert Frost

La strada che non presi
Due strade divergevano in un bosco giallo
e mi dispiaceva non poterle percorrere entrambe
ed essendo un solo viaggiatore, rimasi a lungo
a guardarne una fino a che potei

Poi presi l'altra, perché era altrettanto bella,
e aveva forse l’ aspetto migliore,
perché era erbosa e meno consumata;
Sebbene il passaggio le avesse rese
quasi simili

ed entrambe quella mattina erano lì uguali
con foglie che nessun passo aveva annerito.
Oh, misi da parte la prima per un altro giorno!
Pur sapendo come una strada porti ad un'altra,
dubitavo se mai sarei tornato indietro.

Lo racconterò con un sospiro
da qualche parte tra anni e anni:
due strade divergevano in un bosco, e io -
io presi la meno percorsa,
e quello ha fatto tutta la differenza.


The Road Not Taken

Two roads diverged in a yellow wood,
And sorry I could not travel both
and be one traveler, long I stood
And looked down one as far as I could
Then took the other, as just as fair,
And having perhaps the better claim,
Because it was grassy and wanted wear,
Though as for the passing there
Had worn them really about the same,
And both that morning equally lay
In leaves no step had trodden black.
Oh, I kept the first for another day!
Yet knowing how way leads on to way,
I doubted if I should ever come back.

I shall be telling this with a sigh
Somewhere ages and ages hence:
Two roads diverged in a wood, and I--
I took the one less traveled by,
and that has made all the difference.

Proverbi rigenerati

tra il dire il fare
c'è di mezzo
lo stare fermo ad ascoltare

lunedì 30 agosto 2010

Preghiera della transumanza



sorella luna
che sei nei viali
davanti ad un falo'
alla luce dei fanali
prega per noi
che astutamente pecchiamo
che predichiamo da pecore
e da maiali razzoliamo

domenica 29 agosto 2010

Fuori

Fuori 
dalla gabbia di Faraday
esposto ai fulmini
alle saette
finalmente
i miei elettroni vibrano
suonano la mia musica
emanano 
la mia vera luce
Fuori
dalla campana di vetro
respiro a fondo
riempio i polmoni
di libertà
Fuori
dallo schema
che altri uomini
altre donne
false divinità
hanno ideato
per i loro figli
Fuori
cosi' fuori
da essere dentro
per la priva volta
veramente nel centro
di me 
di te 
del mondo


sabato 28 agosto 2010

Paul Eluard

LIBERTA' 
Sui miei quaderni di scolaro 
sulla mia cattedra e sugli alberi 
sulla sabbia sulla neve 
scrivo il tuo nome 

Su tutte le pagine lette 
su tutte le pagine bianche 
pietra sangue carta o cenere 
scrivo il tuo nome 

Sulle immagini dorate 
sulle armi dei guerrieri 
sulle corone dei re 
scrivo il tuo nome 

Sulla giungla e sul deserto 
sui nidi e sui cespugli 
sull'eco della mia infanzia 
scrivo il tuo nome 

Sulla meraviglia delle notti 
sul pane bianco dei giorni 
sulle stagioni fidanzate 
scrivo il tuo nome 

Sulla spuma delle nuvole 
sui sudori della tempesta 
sulla pioggia spessa e scipita 
scrivo il tuo nome 

Sui sentieri risvegliati 
sulle strade dispiegate 
sulle piazze che trasbordano 
scrivo il tuo nome 

Sul lume che s'accende 
sul lume che si spegne 
sulle mie ragioni riunite 
scrivo il tuo nome 

Sul mio cane goloso e tenero 
sulle sue orecchie drizzate 
sulla sua zampa maldestra 
scrivo il tuo nome 

Sulla pedana della mia porta 
sugli oggetti familiari 
sul flusso benigno del fuoco 
scrivo il tuo nome 

Su ogni carne accordata 
sulla fronte dei miei amici 
su ogni mano che si tende 
scrivo il tuo nome 

Sul vetro della sorpresa 
sulle labbra intenerite 
ben al di sopra del silenzio 
scrivo il tuo nome 

Sul campo sull'orizzonte 
sulle ali degli uccelli 
e sul mulino delle ombre 
scrivo il tuo nome 

Su ogni sbuffo d'aurora 
sul mare sulle barche 
sulla montagna demente 
scrivo il tuo nome 

Sulle forme scintillanti 
sulle campane dei colori 
sulla verità fisica 
scrivo il tuo nome 

Sui miei rifugi distrutti 
sui miei fari crollati 
sui muri della mia noia 
scrivo il tuo nome 

Sulla salute ritornata 
sul rischio scomparso 
sulla speranza senza ricordo 
scrivo il tuo nome 

E per il potere d'una parola 
ricomincio la mia vita 
sono nato per conoscerti 
per nominarti

Siamo soli

Siamo soli
freddi
chiusi nei poli
lanciamo raggi
nei paraggi
creando miraggi
lastre di ghiaccio
che nascondono
i "non mi piaccio"
ruotiamo intorno
stupidamente
solo al contorno
tramontiamo continuamente
mai nessuna alba
nel nostro conti-niente